Il virale seriale
FAI IL LIBRO e lo promuovi con il virale. In questo caso, si tratta di Link speciale sui Mondi seriali, vale a dire i telefilm. Un sacco di roba buona...
Cose che succedono nel cielo
Una super-supernova. Vicina vicina. Lontana nel tempo, ma insomma, neanche tanto. Il racconto del New York Times e la straordinaria immagine (anche se uno, come me, non capisce come mai).
Money Quote: You are actually getting to see the rock that made the splash, not the wave that’s going out in the pond.
14/05/08
Ti spedisco un messaggio dall'orbita
METTIAMO CHE SIETE un astronomo. Affittate un po' di tempo del telescopio orbitale Hubble e gli fate scattare, al momento giusto, le foto che volete. Tutto questo ha un costo (è così che Hubble produce utile per chi l'ha costruito e lanciato nello spazio) di uso. All'interno della bolletta che poi vi mandano c'è anche la voce "costo trasmissione dati". Cioè, l'invio del file con l'immagine scattata a terra. Costa 8,85 sterline a Megabyte. Uno sproposito, direte voi. Beh, seguite questo ragionamento, allora.
In Gran Bretagna (via Luca) mandare un sms tramite operatore telefonico costa circa 5 pence. È una trasmissione dati nuda e cruda, oltretutto di molto pochi dati. In un megabyte ci stanno infatti 7.490 messaggi di testo. Se ve li manda tutti e 7.490 l'omino che abita dentro Hubble, spende 8,85 sterline. Se li mandate tutti quanti voi con il telefonino alla fidanzata e agli amici spendete invece 374,49 sterline.
Non ho fatto la conversione in euro perché i 5 pence sono pari a 12 centesimi e 58. Invece, da noi un sms costa cifre variabili tra i 15 centesimi (Tim verso Tim, ad esempio) e i 60 centesimi (Tim verso gli altri). Non a caso, come ricordava Attivissimo, l'utile è del 90% e il fatturato delle telco mobili italiane dipende sino al 20% dagli sms "normali".
Fin qui, il delirio. Per i dati, ancora peggio. Da quando è stata azzerata la commissione per le ricariche e calmierato il prezzo di roaming voce quando siamo a giro per l'Europa (cosa che, tra una Ryanair e un Interrail, capita un po' più di frequente oggi che non, per dire, negli anni Cinquanta), il ricarico delle telco mobili è arrivato via roaming dati ed sms. 60 centesimi per ricevere un sms in roaming e 1 euro per spedirlo. E soprattutto, come ho scoperto in 48 ore a Londra la scorsa settimana, 24 euro di spese di connessione con il Blackberry dotato di scheda Vodafone (che ha il roaming della sua società-sorella britannica). A gennaio, prima dei rincari sotterranei, per stare quattro giorni negli Usa ricevendo e inviando posta dal Blackberry si stava dentro ai due euro. Poi vi chiedete perché la fustigazione è troppo poco...
Io quasi quasi chiedo all'omino dentro il telescopio Hubble se subaffitta una stanza...
L'iPhone del ministro
STEFANIA PRESTIGIACOMO, ACCANTO a Silvio Berusconi sui banchi del governo in parlamento. Foto per la prima della Stampa di oggi dove - lente della zoomata aggiunta da Macity - campeggia un iPhone. L'iPhone del ministro. Ci sono tre possibilità: o la Prestigiacomo utilizza un contratto telefonico straniero (francese, tedesco, britannico o statunitense) [molto improbabile], o l'ha ricevuto in anteprima da uno degli operatori italiani [abbastanza improbabile], o l'ha comprato all'estero e craccato. Fate voi...
13/05/08
Io mi diverto così (I)
TRA UN GIOCO "serio" e l'altro, vale la pena però andare a vedere quali sono i giochi che fanno davvero divertire il vostro recensore preferito. Ebbene, eccolo qui. Si tratta di Airport Hero per Psp, ad esempio. Ovvero di Boku wa Koukuu Kanseikan: Airport Hero in tre diverse versioni. Lo scopo del gioco è di entrare nella torre di controllo e gestire il traffico dell'aerostazione: aerei in partenza e in arrivo, traffico militare, vento neve e pioggia. Insomma, ce n'è da fare. Peccato solo che nessuno si diverta a tradurre almeno in inglese questi giochi: ci si perde buona parte della storia così (sì, perché c'è anche la storia)... Beh, almeno anche se di importazione funzionano su Psp (e NDS, se è per questo) e i comandi alla fine sono sufficientemente facili da consentire anche a chi non è fluente tra kanji, hiragana e katakana, di orientarsi lo stesso. Consigliati (tutti e tre) a chi si fa una giratina in Giappone questa estate.
12/05/08
11/05/08
La bancarotta dell'email
La definizione del "dizionario urbano" è semplice: si va in bancarotta delle email quando "you are so inundated with email, both genuine email and spam, that you have to delete everything and start over again". Cancellare e ripartire da zero. Chissà quante volte capita di pensare che sono troppe, davvero troppe. Sto pensando ad alcune strategie per sopravvivere e - lavorando su questo tema - ho scoperto un sacco di cose che oggi abbiamo pubblicato sul Sole. Quello che sto cercando di capire, invece, è che cosa si possa fare per vivere meglio senza avere l'ansia delle email che si accumulano (o, peggio che mai, senza il Blackberry che vibra in tasca ogni pochi secondi). Cosa si può fare? Voi che suggerimenti potete darmi?
10/05/08
Echochrome
L'OBIETTIVO DI SONY è semplice: creare un nuovo fenomeno. In un mondo di franchising (quasi tutti gli annunci di nuovi giochi per Ps3 visti a Londra l'altro giorno hanno un numero: 2, 3, magari 4; sono tutti sequel di cose già fatte) ogni tanto ci si prova con una nuova idea. Si chiama innovazione distruttiva: se ce la fa, diventa un fenomeno. Echochrome ha questa ambizione, sia per Ps3 che per Psp. In questa pagina (Jap, cliccare sulla scritta isolata) c'è l'ispirata demo. La logica del gioco, religiosamente in bianco e nero, è di stupire il giocatore costringendolo a pensare dentro le prospettive di Escher e rivedere le sue certezze del mondo tridimensionale in un ambiente ibrido 2D-3D. L'originale Mugen Kairou, che in giapponese significa "corridore infinito", è nato grazie al lavoro di Jun Fujiki che ha costruito un particolare e raffinato motore grafico per determinare cosa accade alla fisica del gioco a seconda della prospettiva della telecamera. Vale la pena di provarlo.
09/05/08
08/05/08
Piccoli capolavori tascabili
NON C'È UN altro modo per definire God of War: Chains of Olympus, gioco di Capcom-Scee per Psp, se non così: un piccolo capolavoro. La versione portatile del franchise per Playstation ha tre punti di merito. Il primo è indubitabilmente la grafica (e in misura relativamente minore il sonoro) straordinari. Non si era mai visto così tanto e così bello sul piccolo schermo della Psp. Una festa per gli occhi, da non dimenticare e soprattutto da emulare per le altre softwarehouse che sviluppano sulla console da passeggio di Sony. Ma c'è di più.




