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La coda è lunga o corta

QUANDO SONO ENTRATO per la prima volta negli uffici di Wired, quella che viene definita la "bibbia della generazione digitale", è stato alcuni anni fa per incontrare il direttore della rivista mensile di San Francisco. Emozione, perché è il top del giornalismo tecnologico with a twist of culture, ma anche determinazione. C'era da scoprire una cosa nuova di cui si sentiva sussurrare tra le mie fonti nella Silicon Valley: il direttore di Wired stava lavorando a un progetto personale, qualcosa di grosso.

Ci sono voluti alcuni anni perché questo "progetto personale" venisse fuori, e mi fa piacere pensare che un microscopico contributo l'abbiamo dato anche noialtri di Nova raccontando quella storia in occasioni diverse. Fatto sta che Chris Anderson, il direttore di Wired, con la sua Coda Lunga ha cambiato parecchie cose nel modo in cui comprendiamo le dinamiche della rete. L'occasione perfetta per un ripasso all'argomento sta per arrivare: il prossimo 14 novembre Anderson è a Milano e ci sarà l'occasione di ascoltarlo dal vivo. L'emozione è rimasta la stessa, anche senza gli uffici di Wired

Commenti

Caro Antonio, Andersosn è Anderson, per carità. Ma qui la coda non si allunga se qualcuno la tira. E a tirarla può essere quello che Digital Media in Italia sta portando avanti da due anni in questi giorni. Parlo dell'approccio che abbiamo chiamato olistico (googlate se non conoscete questa bellissima e antichissima parola) e che comprende tre gambe, come il triangolo, come Pitagora: un sistema di gestione dei diritti d'autore basato su uno standard aperto che garantisce l'interoperabilità dei player e dei digital media così gestiti (il DRM ha ancora lo stigma, come la schizzofrenia, ma arriveremo anche a farvelo amare, sto DRM); un inseme di requisiti tecnici che garantiscono l'accesso alla rete e ai suoi contenuti con uno stesso livello di servizio per tutti i contenuti e per tutti i microfoni (gli IP address); un sistema di gestione dei micropagamenti che abbatta la barriera di ingresso ai pagamenti online dei giovani e che ne incentivi anche la partecipazione attiva in forma che possa essere convertito in moneta vera; tutto questo è quanto sta facendo http://www.dmin.it

DMIN è guidata da Leonardo Chiariglione che, se permettete, ha fatto molto, ma molto di più di Anderson ed anche molto prima. Impariamo ad amare anche i nostri di geni. Ce ne sono ancora, nonostante tutti gli sforzi degli ultimi 300 anni per mortificarli.

Mimmo

Prima di essere rimproverato da qualcuno, mi rimprovero da solo. Olistico non è una parola antica, anche se rimane molto bella, ma molto recente (1920), come chiunque può verificare su wikipedia.

Scusate anche per gli errori di battitura, ma quando si corre si corre.

Mimmo

Veramente fai un po' di confusione: olismo/olistico inteso come teoria biologica in base alla quale l'organismo debba essere considerato nel suo insieme e non per le parti separate è degli anni venti e sessanta (a seconda degli autori), ma il termine nell'accezione con cui lo usate voialtri è semplicemente un calco dal greco antico, uno dei tanti in italiano, di "òlos" che vuol dire "tutto, intero" (non serve wikipedia, basta un dizionario della lingua italiana).

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