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Precisazione del Fimi sulla pirateria digitale in Francia

LA FEDERAZIONE ITALIANA Industria Musicale mi scrive per precisare, riguardo all'articolo sulla Francia e la pirateria che è uscito oggi su Nova:

Il filtering sul quale si sta lavorando anche in Francia, è un po’ diverso da quello spiegato nell’articolo. Si sta pensando a prodotti già utilizzati come ad esempio con le audible magic che è peraltro una soluzione indolore per consumatori e titolari dei diritti (magari appesantisce un po’ gli ISP). Si basa sulla tecnologia già utilizzata per gli antivirus, ovvero il fingerprint . Obbliga la casa discografica ad aggiornare il database (db) con le impronte dei brani e quindi responsabilizza il titolare dei contenuti (se vuoi che il tuo contenuto non venga immesso abusivamente devi aggiornare il db) Il consumatore non deve fare più niente, può immettere quello che vuole sui server, se il prodotto è nel db non verrà uploadato e nessuno gli farà causa. Non può essere utilizzato per altro per limitare tutto il traffico p2p ma solo quello delle opere presenti nel db.

Commenti

Uhm... ma non sarebbe facilmente crackabile una cosa del genere? Comunque sarebbe una soluzione più che accettabile, secondo me, anche perché non limiterebbe il fair use.

In che senso non limiterebbe il fair use? Se io realizzo una parodia di un brano o uso un campione a scopo didattico, il mio file non passerebbe il filtro, ma questi sono esempi di fair use.

A quanto ho capito io, il fingerprinting non si basa sull'hash del file (basterebbe modificare i tag o aggiungere 10 millisecondi di silenzio per renderlo irriconoscibile), ma su particolari impronte delle caratteristiche audio, per cui il brano viene riconosciuto indipendentemente dal formato, codec, bitrate o altro.

A me preoccupa un'altra cosa, che poi è un grande classico: chi controlla i controllori? Chi mi garantisce che il Dottor Male non inserisca nel db il documentario indipendente che parla delle nefandezze della Male Records, allo scopo di censurare le critiche alla fonte?

La proposta "sulla carta" non la vedo così cattiva come le altre, potrebbe essere un interessante spunto di discussione...

...ma presenta una enorme falla: la pirateria oggi è fatta per la stragrande maggioranza sui sistemi p2p, ove nessun server è implicato: il file risiede sul computer dell'utente. Questo significa che gli ISP dovranno fare un controllo in più (anche se deo gratias non li hanno resi dei controllori ma solo degli operatori tecnici)... ma un controllo che non serve a nulla, perché "normalmente" se io metto un file sul mio server è si violazione del copyright (siamo d'accordo), ma l'uso è molto più limitato (diverse magnitudo di grandezza in meno)... d'altronde, chi si danneggia in questo caso son solo loro: pubblicità in meno, visto che la distribuzione fra privati solitamente ha questo effetto.

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