E.L. DOCTOROW, praticamente sconosciuto dalle nostre parti, ha anche una vena di saggista che è del tutto inedita da noi ma straordinariamente valida e pregnante. Con Creationists, la raccolta di saggi brevi scritti fra il 1993 e il 2006, la vena si rivela per quello che è: un giacimento profondo e al tempo stesso essenziale di pensiero e conoscenza. È uno di quei maestri che non abbiamo incontrato mai, quelli in grado di farci sognare e capire la vita e soprattutto il pensiero degli autori che conosciamo e non abbiamo mai compreso. Dall'autore del libro della Genesi a Mark Twain, da Dos Passos a Harpo, il più silenzioso tra i fratelli Marx. Dalla Bomba (quella termonucleare ma anche quella semplicemente atomica) ad Einstein. Passando per Edgar Allan Poe, Harriet Beecher Stowe, Sinclair Lewis, Fitzgerald, Malraux, Hemingway, Arthur Miller, Kafka, Heinrich von Kleist e W.G. Sebald. Cercando di mettere insieme percorsi diversi, fasci di idee raccolti per occasioni diverse ma coerenti con la costruzione di questo libro che si interroga sull'atto della creazione non solo letteraria e su quanto di meta-letterario e divino (o agnostico, o materialista) vi sia attorno a noi.
Letto in inglese Doctorow è per certo nella piena e naturale forza della sua capacità di allineare le parole ai concetti. La sensibilità lessicale dell'autore è a tratti paragonabile a quello di una lingua come la nostra più che allo stile anglosassone, ma il suo modo di procedere è il tratto che sorprende di più. Creationists è un testo breve e scandito da capitoli densi ma di poche pagine. È un faro per trovare la strada verso il nutrimento intellettuale che spesso manca. Al posto di un libro di Fabio Volo, fate uno sforzo e leggete questo.
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