CHE BELLO CHE c'è Sega Rally Revo! L'ho trovato adesso per Pasqua, anche se era già uscito da un paio di mesi. È un titolo che ha provocato non poche polemiche tra gli appassionati che si cimentano su Xbox 360. Perché è stupendo, ma anche molto retrò.
Direi addirittura "arcade", ricordando la tradizione della nipponica Sega con la sua mitologica serie di rally. Che si rinnova nell'aspetto e in qualche altro passaggio, ma tiene sempre uno stile lontano da Colin McRae Rally (Dirt e non Dirt), GT, Project Gotham e tutto il resto. Insomma, un classicone con una grafica mozzafiato, un tocco in finezza che vale il prezzo gioco e senza quelle altre caratteristiche che lo renderebbero indistinguibile dai titoli della concorrenza.
Il punto con Sega Rally Revo è che l'esperienza è come ce la sognavamo quando uscì nelle sale giochi Sega Rally Championship (sviluppato nel 1995 da AM5) e poi "portato" su Saturn (da AM3, ve li ricordate? Erano i mitici team di sviluppo interni di Sega), arrivato con la Naomi alla sua seconda versione Arcade e poi sul Dreamcast nel 1999. È il primo Sega Rally ad aver fatto la storia. E geniale fu da parte dei giapponesi licenziare le livree dei due grandi titani dell'epoca: Lancia Delta HF 4WD Integrale e Toyota Celica. Con la sorpresa che la macchina "segreta", che si sbloccava dopo tanta fatica era una meravigliosa (e potentissima) Lancia Stratos. Ragazzi, all'epoca nei rally (che erano più simpatici da seguire di oggi) quelle erano i veri Bartali e i Coppi a motore!
La seconda versione, che aggiungeva piste su piste e auto su auto (soprattutto auto) si trovava alla fine del millennio a combattere con una genìa di titoli per Playstation veramente impressionanti. Sia reali che di fantasia. Sega stava perdendo il tocco (nonostante avesse provato a diversificare nel 2000 anche con Sega GT, su pista per Dreamcast, che "scricchiolava" come pochi. Insomma, stavano perdendo colpi. Poi, l'intuizione felice di questo gioco che riporta indietro verso quello che Sega è riuscita a far sognare negli anni Novanta nelle sale giochi e nelle console di mezzo mondo. Un gioco a vocazione totalmente arcade ma con rumore, potenza, sbandate, gare al centesimo di secondo.
La cosa bella anche di questo Sega Rally Revo è infatti che, presaci la mano, si comincia a lavorare di fino nella modalità campionato (essenziale: campionato dilettanti, professionisti ed esperti, con auto da rally, con auto "evoluzione" e con le storiche tra le quali rispuntano Audi Quattro, Lancia Stratos e Delta, Toyota Celica) su percorsi divisi in cinque gruppi e tre piste ad anello (percorribili poi anche al contrario). Oppure ci si butta alla gara veloce per allenamento (stesse piste, stesse auto) o in quella online "Live", che attualmente è uno dei due punti di forza della Xbox 360.
La debolezza maggiore? Le auto non si "rompono" se cozzano contro i muri e l'effetto di simulazione non è proprio il massimo. Bisogna avere un televisore grandicello e guidare in soggettiva, perché l'auto vista da fuori, alla Tomb Raider per intendersi, si muove in maniera innaturale. I punti di forza? La grafica è straordinaria, così come è avvolgente l'insieme degli effetti sonori. E il fatto che il fondo delle piste si modifichi (nella neve rimangono i solchi, come nel fango e le sgommate nell'asfalto) è non solo esteticamente fantastico, ma anche funzionale al gioco. Dopo il primo giro, infatti, là dove la strada innevata o fangosa è stata "arata", l'aderenza cambia e migliora.
Insomma, dopo quasi quindici anni, una bellissima sorpresa targata Sega per chi ha voglia di correre con poco sforzo e soprattutto senza passare le giornate a fare il "fine tuning" delle auto (sono disponibili solo due "allestimenti", da pista o da sporco), con livree, auto e piste a sorpresa e tutto il resto. Quel che ci vuole per rilassarsi lanciati a 220 chilometri all'ora, con il rumore del motore imballato, il turbo che pompa come una saracinesca e il copertone che rotola perdendo aderenza in curva. Ahhh, ridatemi i miei 17 anni, quando ancora potevo sognare di guidarle davvero...
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