È TUTTA COLPA di Bruxelles. È stata infatti la Commissione europea a pubblicare le normative quadro che consentono l'utilizzo in sicurezza dei telefoni cellulari a bordo degli aeroplani che sorvolano il Vecchio continente. E le pressioni lobbistiche per arrivare a questo devono essere state formidabili. Mentre Airbus con Sita (la società di servizi telematici delle compagnie mondiali) stava infatti sviluppando il progetto OnAir per la telefonia mobile in volo, il concorrente americano Boeing sviluppava a partire dal 2004 il suo (poi fallimentare) Connexion, basato sulla connessione diretta a Internet con "ultimo miglio" Wi-Fi a bordo dei velivoli. Deve essere stata una straordinaria "corsa al servizio", oltretutto differenziato secondo l'idea che gli americani preferiscano il collegamento Internet puro e gli europei invece quello telefonico Gsm misto dati con il Gprs.
Il problema adesso è come assorbire anche questa nuova forma di "connessione a tutti i costi" in un luogo, l'aereo, dove sinora ci si poteva finalmente rilassare. Air France è il primo vettore europeo a far telefonare a bordo di un suo Airbus A318 che si sposta da tratta a tratta (toccherà anche l'Italia dove a quanto pare Wind è stata la prima a sottoscrivere un particolare accordo di roaming con OnAir, visto che il costo della telefonata non dipende certo da quale paese l'aeroplano stia materialmente sorvolando e comunque viaggia sui 3-4 euro al minuto). Aveva in realtà iniziato già Emirates in Medio Oriente, e altre compagnie sono in coda per far partire anche loro delle sperimentazioni e poi quanto prima il servizio. L'idea è che il telefono in funzione a bordo possa servire o per attrarre clienti o per limare qualche centinaio di euro in più di costi a volo, che non fanno mai male soprattutto in periodo di vacche magre come questi per il trasporto aereo.
È certo però che il servizio ha più senso - in astratto - per le lunghe tratte (dodici o più ore). Invece, ho scoperto, sul breve o corto raggio, cioè i voli europei tra capitali, per intenderci, la telefonia mobile serve come specchietto per fare concorrenza ai treni ad alta velocità. I due modi di spostarsi - pensiamo al Milano-Roma - sono in forte competizione commerciale e qualsiasi aggiunta è a quanto pare la benvenuta per guadagnare un piccolo vantaggio competitivo sul servizio concorrente.
A me rimane un dubbio: nonostante la certezza che sia sicuro avere i cellulari accesi a bordo (solo dopo il decollo e prima dell'atterraggio, come per i computer e tutto il resto), e sapendo anche che il punto era di avere una pico-cellula radio che acchiappa tutti i telefonini e li costringe a trasmettere al minimo della potenza (evitando che aggancino i ponti radio di terra, fatto possibile entro i primi tremila metri di altezza, cioè 10mila piedi), allora non è che finora il divieto di usare il telefono cellulare è stato frutto più di un problema di gestione delle tariffe da parte delle compagnie telefoniche che non di interferenze ai sistemi dell'avionica?
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Scrivi un commento