Successivo » « Precedente

Ti spedisco un messaggio dall'orbita

METTIAMO CHE SIETE un astronomo. Affittate un po' di tempo del telescopio orbitale Hubble e gli fate scattare, al momento giusto, le foto che volete. Tutto questo ha un costo (è così che Hubble produce utile per chi l'ha costruito e lanciato nello spazio) di uso. All'interno della bolletta che poi vi mandano c'è anche la voce "costo trasmissione dati". Cioè, l'invio del file con l'immagine scattata a terra. Costa 8,85 sterline a Megabyte. Uno sproposito, direte voi. Beh, seguite questo ragionamento, allora.

In Gran Bretagna (via Luca) mandare un sms tramite operatore telefonico costa circa 5 pence. È una trasmissione dati nuda e cruda, oltretutto di molto pochi dati. In un megabyte ci stanno infatti 7.490 messaggi di testo. Se ve li manda tutti e 7.490 l'omino che abita dentro Hubble, spende 8,85 sterline. Se li mandate tutti quanti voi con il telefonino alla fidanzata e agli amici spendete invece 374,49 sterline.

Non ho fatto la conversione in euro perché i 5 pence sono pari a 12 centesimi e 58. Invece, da noi un sms costa cifre variabili tra i 15 centesimi (Tim verso Tim, ad esempio) e i 60 centesimi (Tim verso gli altri). Non a caso, come ricordava Attivissimo, l'utile è del 90% e il fatturato delle telco mobili italiane dipende sino al 20% dagli sms "normali".

Fin qui, il delirio. Per i dati, ancora peggio. Da quando è stata azzerata la commissione per le ricariche e calmierato il prezzo di roaming voce quando siamo a giro per l'Europa (cosa che, tra una Ryanair e un Interrail, capita un po' più di frequente oggi che non, per dire, negli anni Cinquanta), il ricarico delle telco mobili è arrivato via roaming dati ed sms. 60 centesimi per ricevere un sms in roaming e 1 euro per spedirlo. E soprattutto, come ho scoperto in 48 ore a Londra la scorsa settimana, 24 euro di spese di connessione con il Blackberry dotato di scheda Vodafone (che ha il roaming della sua società-sorella britannica). A gennaio, prima dei rincari sotterranei, per stare quattro giorni negli Usa ricevendo e inviando posta dal Blackberry si stava dentro ai due euro. Poi vi chiedete perché la fustigazione è troppo poco...

Io quasi quasi chiedo all'omino dentro il telescopio Hubble se subaffitta una stanza...

Commenti

tutta bella questa analisi (che vedo riportata in molti siti in giro per la rete), ma manca una piccola precisazione. i dati trasmessi da terra verso hubble sono ad uso interno, non vengono creati con fini commerciali (quindi con il margine di ricavo che l'impresa ritiene opportuno). invece gli sms utente-utente sono dei "prodotti finiti" in cui va considerato il costo "vivo" e il margine operativo di chi offre il servizio.

Purtroppo non è così.

Sia perché sono ad uso commerciale quelli di Hubble e non interno (è un mercato più piccolo dal punto di vista dei potenziali clienti, ovviamente, ma non è un uso interno); sia perché il margine sugli sms con stime varie è di circa il 90%. Comunque, sul discorso del "prodotto sms" penso ci sia veramente tanto da discutere.

Se ci sono polemiche su questo, a mio avviso va aperta un po' meglio la discussione e bisogna considerarla anche nella logica di chi ritiene che le telco mobili sia un oligopolio con forti tentazioni di cartello (sanzionate per questo anche dalla UE), e dimostrato al contrario dal fatto che esistono anche possibili offerte di mercato non promozionali a prezzi straordinariamente più bassi e con margini di utile per l'azienda promotrice.

Se la storia è che le varie Tim e Vodafone nostrane devono ammortizzare i costi di realizzazione e mantenimento della rete e del servizio (che è l'unica coppia di fattori legati al loro core business che possa pesare legittimamente sul conto economico e sul costo finale), allora si potrebbe ragionare sul fatto che sempre le telefoniche siano i più grandi spender del mercato pubblicitario televisivo italiano (fonti UPA), al punto da spostare radicalmente l'indicatore verso il fenomeno (negativo) della concentrazione in "tanti soldi, pochi soggetti, pochi canali [soprattutto tv]) e drogando le tariffe di mercato.

La vicenda economica dei prodotti alimentari private label e dei farmaci generici dice niente al riguardo?

Il problema è che, per quanto società per azioni (obbligo di produzione di utili per gli azionisti), le telefoniche sono più che altro una manifestazione di avidità rapace, che naviga al di sopra degli standard anche etici di mercato e che garantisce, anziché il rispetto economico di clienti, stakeholders e azionisti, soprattutto quello dei manager e dei "canali" che mantengono aperti con un legislatore nel tempo sempre compiacente. In una parola: dei grassatori.

Infine, per farci una risata: sai quante telefoniche mondiali ci sono nella lista di Fortune delle 100 società più innovatrici del pianeta? Zero. Non male per aziende che operano nel settore dei servizi chiave dell'era di Internet, vero?

Non è proprio così

Gli sms o mms ricevuti all'estero sono gratuiti, e per quanto riguarda lo scaricamento delle mail con BlackBerry all'estero, basterebba attivare l'opzione international per avere il traffico mail gratuito anche in roaming.

Andrea Mioni
Vodafone Certified

@Andrea: non mi risulta proprio quello che dici tu. Né per Vodafone né per Tim. Vuoi provare ad accendere il telefonino a New York e verificare il credito rimasto dopo aver ricevuto 5 o sei 6 sms dall'Italia, senza aver fatto nient'altro?

Per quanto riguarda l'opzione, appunto di opzione gratuita da attivare si tratta. Perché? Voglio dire, se è gratuito, dovrebbe essere "di serie", altrimenti vuol dire che c'è la speranza dei soliti mammalucchi come il sottoscritto che non l'attivano. Non è un discorso di lana caprina, è l'equivalente invece delle clausole vessatorie scritte in minuscolo alla fine dei contratti che sono messe lì apposta perché non tutti le vedano. Tu le vedi, io no, e moltiplicato qualche milione di utenti ci si fanno un sacco di quattrini. Ma con la coscienza di far dire a chi è certificato che "non è proprio così"...

Scrivi un commento