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Secondo me a un certo punto qualcosa dovrà pur cambiare...

QUELLI DI FREAKONOMICS si fanno una domanda che fa riflettere. Partiamo da una ipotesi per assurdo: ci svegliamo una mattina e ci troviamo in un universo parallelo su una Terra assolutamente uguale in tutto e per tutto, a parte il fatto che non esistono le biblioteche pubbliche. E ora mettiamo che un filantropo (negli Usa si ricorda per questo ruolo Andrew Carnegie, oggi potrebbe essere Bill Gates) decida di aprire la prima, perché immagina che sia importante che ci sia un posto in cui tutti possono accedere alle informazioni, leggere, costruirsi una prima educazione a prescindere dal reddito, tenersi aggiornati, godere delle gioie intellettuali della lettura e così via. 

Ebbene, l'inquietante idea è che le case editrici non permetterebbero mai la nascita di una siffatta creatura - la "biblioteca pubblica", orrore! - e le attuali leggi gli darebbero perfettamente ragione. Il titolare dei diritti di un libro non consentirebbe mai a nessuno di comprare un libro e poi distribuirlo a tutti quanti, senza limiti, gratuitamente, organizzando per di più un business pubblico intorno a questo. Orrore. Orrore.

Non vi pare anche a voi che, leggendo la cosa sotto questa chiave paradossale, si capisca come ci sia qualcosa che non va e che presto dovrà essere cambiato, a partire da un punto di vista legale, nel settore della proprietà intellettuale e del diritto d'autore? 

La cosa inquietante è che tutto ciò sta succedendo non solo per i libri - e intendo anche quelli in formato eBook - ma anche per la musica, i film, la televisione, i telefilm. È semplicemente pazzesco, se vi fermate a riflettere un attimo sul perché esistono le biblioteche pubbliche (soprattutto negli Usa, da noi hanno sempre avuto un ruolo minore per varie ragioni).

Money quote: But here’s the point I’m (finally) getting to: if there was no such thing today as the public library and someone like Bill Gates proposed to establish them in cities and towns across the U.S. (much like Andrew Carnegie once did), what would happen?

I am guessing there would be a huge pushback from book publishers. Given the current state of debate about intellectual property, can you imagine modern publishers being willing to sell one copy of a book and then have the owner let an unlimited number of strangers borrow it?


Nei commenti del post originario, c'è anche chi rinvia a un interessante paper dell'università di Berkeley, notando che 150 anni fa è nato un trend nel mondo editoriale analogo a quello dell'industria discografica di oggi.

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