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Digito Ergo Sum - l'informatica come non l'avete mai sentita da oggi su Radiopop

IL PUNTO DI partenza è molto semplice: l'Informatica è una scienza, anche se viene di solito considerata solo una tecnologia. E una scienza molto particolare: non è sperimentale (come la fisica o la chimica e la biologia), ma piuttosto è simile alla Matematica.

Ora, io non sono un informatico (ho una preparazione completamente diversa), ma da una decina d'anni come giornalista mi sono specializzato proprio in questa disciplina e sono convinto che l'informatica sia una delle più grandi - se non la più grande - rivoluzione della nostra epoca. Non sono l'unico a pensarlo ma, singolarmente, in Italia non avevo mai trovato nessuno che rispondesse a una domanda semplice e fondamentale: che cos'è l'Informatica e quali sono i suoi principi, i suoi fondamenti culturali?

Dopotutto, della fisica sappiamo molto anche se non la conosciamo (si studia già alle elementari e alle medie) e così per la matematica, le altre scienze naturali. Sappiamo il significato culturale oltre che scientifico della teoria della relatività, dell'evoluzionismo, della selezione della specie, di come si costruiscono e si dimostrano i teoremi, del metodo galileiano. Ma l'informatica?

Ho trovato - o forse loro hanno trovato me - un gruppo di ricercatori dell'università degli Studi di Milano organizzati nel laboratorio Aladdin, e insieme abbiamo giocato per costruire un programma radiofonico esattamente con queste finalità: raccontare il livello culturale dell'informatica, parlare della scienza senza necessariamente parlare di computer (informatica e computer sono infatti due cose ben diverse). Il programma si chiama Digito Ergo Sum. L'abbiamo proposto a Radio Popolare e, sorpresa, è piaciuto. Ci abbiamo lavorato qualche mese e proprio oggi va in onda, alle ore 12 sulle frequenze di Radio Popolare, la prima di undici puntate settimanali. Qui la diretta.

Ma niente paura: se perdete la puntata, c'è sempre la possibilità di recuperare il podcast.

Dentro ogni episodio da 30 minuti, di tutto: le chiacchierate mie e di Alfio Ferrara, Dario Malchiodi e Mattia Monga, i radiodrammi di Paolo Boldi recitati da un valido gruppo di attori, e molto più. Insomma: ascoltate numerosi e mandate un feedback…

Commenti

Io, da informatico, la penso molto diversamente.

L'informatica per me è una scienza come lo è la medicina: insomma, la vedo più vicina ad essere un'arte (a cui è stato giustamente equiparato anche il programmare).

E chi ha detto che non è sperimentale? Essa spesso mutua molti dei metodi delle scienze sociali e qualitative per capire se progettando/realizzando e facendo adottare tecnologie dell'informazione in un certo modo, si ottimizzi o meno il rischio di problemi/danni/insoddisfazione negli utenti.

O siamo ancora fermi alla vecchia dicotomia tra informatica teorica (un ramo della matematica) e ingegneria del software (una disciplina realizzativa/sperimentale)?

L'informatica le comprende entrambe, con pari dignità.

Il problema è che queste due anime non si parlano abbastanza (ognuna chiusa nella propria scientificità) e che per "tecnologia" si prende sempre il suo prodotto (metonimia ottusa), non lo studio che lo può rendere migliore.

Condivido in parte quanto dici: esiste un'informatica "sperimentale" e anzi questi aspetti (che avvicinano la computer science più alla fisica che non alla matematica) si fanno sempre più attuali.
E' però innegabile che per i non addetti ai lavori l'informatica sia soprattutto tecnologia (nel senso deteriore, o riduttivo, del termine che tu hai sottolineato), ed è questo il preconcetto che vorremo soprattutto contribuire a sfatare con la nostra trasmissione.
L'illusione che l'evoluzione tecnologica sia da sola sufficiente a risolvere i problemi è purtroppo assai radicata anche in chi svolge la nostra professione. Credo che la divulgazione scientifica abbia finora preso raramente in esame la questione: una disciplina come la nostra, a cavallo fra ingegneria e astrazione, tende ad essere liquidata come un caso degenere di scarso interesse o valore sia sotto l'uno che sotto l'altro punto di vista.
Vale invece la pena, secondo noi, di fare uno sforzo in questa direzione anche a costo di qualche semplificazione o schematizzazione (che sono quasi inevitabili in un programma radiofonico).

Grazie Boldi della risposta, con cui mi trovo d'accordo in vari punti. In effetti il mio commento non riguardava il programma radiofonico, ma bensì il "PUNTO di partenza" che, si sarà capito, mi ha fatto cadere un po' le braccia.

Ad ogni modo penso di capire lo spirito che anima la vostra iniziativa e lo plaudo, da "collega". Parlare di "sfida scientifica e sociale" per l'informatica è encomiabile quasi a prescindere da quello che segue ed è giustificabile che, per controbilanciare una prospettiva "gadgettistica" delle ICT, si sottolinei soprattutto il loro aspetto scientifico-disciplinare. A riguardo vi segnalo questa società scientifica, EUSSET (http://www.eusset.eu/) ai cui ampi temi potrebbe valere la pena accennare in qualche vostra trasmissione.
In bocca al lupo! :-)

ciao a tutt*,
sono molto incuriosita dalla vostra trasmissione, seria/giocosa, ombrosa/ solare, difficile/facile quanto basta per catturare l'attenzione di un'imbranata eterna in informatica come me...

oggi poi che avete parlato di "algoritmi" in cucina mi sono a dir poco entusiasmata!
se volete potete fare un giro tra i miei algoritmi ( www.lecuochealpotere.it ), algoritmi che hanno sempre "finitezza", "effettività", "realizzabilità", ma a volte una certa voluta "ambiguità", in ogni caso conditi con molta creatività e ...musica(lità!)

grazie, continuerò a seguirvi

(un saluto a violetta lonati, che vedo "taggata" e che conobbi un po' di anni fa in ambito
"rete lilliput", un esperimento algoritmico che per qualche anno ci entusiasmò, poi molti "nodi" della rete si sciolsero... o si ingarbugliarono... ma questa è un'altra storia...)

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