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Il sogno del figlio del tipografo

A DICEMBRE DELL'ANNO scorso sono riuscito finalmente a convincere uno degli editori per i quali scrivo a pubblicare una storia che secondo me è importante. Nell'attuale rivoluzione digitale dell'editoria (di cui tutti vogliono tanto parlare) si tendono a dimenticare un po' di cose. Una di queste secondo me è il ruolo del mondo dell'open source, di quello della ricerca scientifica e di LaTeX in particolare.

Volevo raccontarla, questa storia, perché si intreccia parecchio con quella dell'arte tipografica convenzionale, molto più di quanto non si creda e da molto più tempo. Non è una storia perfetta, ci saranno sicuramente degli errori in quello che ho scritto, ma ci volevo provare lo stesso.

 

È il figlio di un piccolo tipografo di provincia, nato a Milwaukee nel Wisconsin, il padre dell'arte tipografica digitale open. Donald Knuth, 72 anni, è uno dei più importanti studiosi e docenti di informatica. Ha letteralmente dato forma all’analisi degli algoritmi e delle tecniche di programmazione scrivendo nel 1968 "The Art of Computer Programming", uno dei più importanti e influenti libri sull’argomento. Knuth è tutt’oggi al lavoro sulla sua opera formidabile e solitaria: finora ha pubblicato i primi tre volumi su sette previsti, il quarto è uscito nel 2005 e gli ultimi seguiranno. 

 

Oltre ai nuovi testi, però, Knuth lavora sempre e con certosina precisione per aggiornare i precedenti. È stato proprio aggiornando il primo, nel 1976, che Knuth si è accorto che c'era un problema. Seguendo il gusto familiare, la prima edizione del suo tomo era stata stampata con la tecnologia dell'americana Lanson Monotype Machine Company basata su tipocomposizione a metallo caldo e carattere tipografico Modern Condensed. Ma nel 1976 la tecnologia tipografica era cambiata radicalmente e non erano più disponibili le ottocentesche macchine Monotype. Questo cambiamento per Knuth non aveva solo un impatto estetico. Introduceva invece un problema: la nuova edizione doveva essere "rimontata" da zero, reimpaginando i testi e soprattutto le formule matematiche, complesse e difficili da gestire nella pagina. Una scomodità insopportabile per un informatico figlio di tipografo, che richiedeva una soluzione.

Nei successivi dodici anni Knuth si dedicò così alla creazione di un programma di tipografia digitale specializzato per la creazione di testi matematici e scientifici, di un nuovo carattere di stampa (Computer Modern) e di un linguaggio di programmazione connesso, Metafont. Da questo linguaggio di marcatura, simile all'Html di cui è fatto il web, sono poi derivati dei linguaggi di più alto livello, tra i quali il più diffuso è LaTex.

LaTex è usato universalmente nelle università di tutto il mondo da matematici, fisici, ingegneri, filosofi, linguisti, e sempre più da medici, biologi, chimici, economisti, giuristi, sociologi. Non è una videoscrittura alternativa a Word di Microsoft, o ad OpenOffice, ma molto di più. È un sistema completo per la creazione, gestione, archiviazione, aggiornamento e diffusione multi-formato dei testi. Ha creato un esercito tipografico di riserva composto da centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo, capaci di usare strumenti potenti e gratuiti basati su un progetto open source paragonabile a Linux, Apache e Firefox.

La scelta tecnologica al cuore è duplice. Da un lato, separare il testo dalla sua forma, con i fogli di stile. Questo permette, ad esempio, di scrivere un documento che può essere impaginato con standard diversi a seconda del foglio di stile preparato dal committente. Per dire: uno stesso rapporto di ricerca può essere formattato per diverse pubblicazioni cartacee od online, senza bisogno di operazioni aggiuntive.  

Dall’altro, si progetta il contenuto non sulla base di “Quello che vedi è quello che ottieni” (il paradigma fondamentale della rivoluzione del desktop publishing negli anni Ottanta) ma con “Quello che vedi è quello che vuoi dire”. Una complessa formula matematica o una tabella adesso non devono essere reimpaginate ogni volta che si modificano le caratteristiche del testo (la dimensione della pagina, il tipo di carattere tipografico). Anche la bibliografia di un rapporto di ricerca, ad esempio, viene generata automaticamente per singolo documento, partendo da un unico “contenitore” sempre aggiornato.

Il sogno del figlio del tipografo di provincia diventa rivoluzionario pensando all’evoluzione dell’industria editoriale. LaTex e altri strumenti simili come DocBook offrono al singolo o alla piccola casa editrice la possibilità di trasformarsi in autore/editore completo, saltando tutta la filiera tradizionale e annullandone i costi. Si può semplificare la creazione e soprattutto la gestione dei contenuti. Gli sbocchi possibili diventano infiniti: da un testo si produce l’eBook, il libro stampato, il sito web, il Pdf per la distribuzione elettronica. Tutto partendo dalla stessa fonte e tutto fortemente automatizzato ma sempre controllato. Mantenendo cioè il controllo sul testo e la sua forma, senza bisogno di comprare software commerciali da migliaia di euro, nati per fare solo alcune di queste funzioni e che richiedono molto più lavoro “manuale” di adattamento. L’eredità di Donald Knuth rischia di non essere solo quella dello studio degli algoritmi.