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L’alba del pianeta delle scimmie (2011)

NON MI ERO reso conto che in Italia non è ancora uscito. Io l'ho visto qualche settimana fa, mentre ero di passaggio all'Aja, in Olanda. Bel film, effetti speciali di tutto pregio: è una più che decente ripartenza per quel vecchio franchising che molti si ricorderanno solo per sentito dire. Quelle storie che al cinema erano raccontate dal talento per il kolossal fantascientifico impersonato da Charlton Heston.

Oggi non ci sono più adulatori del primo Pianeta delle scimmie, targato 1968, sotto la paura dell'olocausto nucleare causato dal cieco scontro tra sovietici e americani. Ci furono però ben quattro seguiti: Beneath The Planet Of The Apes nel 1970, Escape From Planet Of The Apes nel 1971, Conquest of the Planet of the Apes nel 1972 e infine Battle for the Planet of the Apes nel 1973. Poi un remake del 2001 diretto da Tim Burton (che non ebbe successo). Prima ancora però negli anni Settanta ci furono anche due serie televisive, una delle quali a cartoni animati.

La ripartenza del franchising si deve al regista Rupert Wyatt (The Escapist) e al produttore Peter Chernin (lui sì che è un personaggio). Gli sceneggiatori Rick Jaffa e Amanda Silver con questo primo capitolo della serie fanno un buon lavoro, costruendo un piacevole "prequel" (gli eventi sono collocati nel nostro tempo, con la nascita della razza di scimmie intelligenti che un giorno dominerà la Terra), interpretato da un convincente James Franco. Il film diventa ovviamente un fumettone, ma ha lo stesso qualcosa di intrigante, quasi magico. Vale la pena, secondo me. Anche perché sono un appassionato del genere. Pur non avendo mai letto il libro del 1963 del francese Pierre Boulle che ha originato il tutto.

Ah, una nota di colore: a rigore non si tratta di "scimmie". La parola inglese "ape" non è traducibile, e descrive tutte le scimmie prive di coda. Forse i primati? Boh.