A PRIMA VISTA sembra che sia una Caporetto: i ragazzi di Apple, privi di Steve Jobs, spingono, s'impegnano, ma non riescono a incantare. Ma è davvero così?
La nuova Apple di Tim cook sembra essere meno avvincente di quella di Steve Jobs. E lui, il fondatore, non ha fatto neanche una chiamata in FaceTime. Ma la realtà quale è?
Diversa, a quanto pare. C'è stata un po' di confusione, si sono viste voci accavallarsi, tutti erano un po' emozionati e forse è mancata la sintesi dialettica di Steve Jobs, capace di ripetere senza annoiare e di incantare senza avere in realtà molto in mano.
E proprio qui sta la differenza. Perché la Apple di Tim Cook (per adesso) non emoziona forse come quella di Steve Jobs. Non trasforma i prodotti in rivoluzioni, ripete le specifiche provocando un po' di noia, certo. Ma mette anche in pista la vera rivoluzione. I nuovi prodotti cominciano ad essere qualcosa che il mercato deve continuare a inseguire.
La voce digitale di Siri è inedita nel mondo dei prodotti per il largo mercato. Le soluzioni iCloud sono solide e di tutto rispetto. Il vero miracolo di Apple è nelle parole che Tim Cook ha ripetuto all'inizio e alla fine: hardware, software e servizi sono di un livello superiore. Ma il vero segreto è la capacità di integrare il tutto.
Questa è la ricetta magica di Apple. Tim Cook l'ha capito e sta facendo le mosse giuste. L'iPhone è al 5% del mercato dei telefoni cellulari, un risultato mai visto da nessun telefonino, smart o non smart. Il futuro non è compromesso.
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Lionello 04/ott/2011 22:07:59
terminator 05/ott/2011 09:53:59
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