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Antivigilia del 2012

LA VITA È strana: nel mondo tutti festeggiano non appena passa il mio compleanno. Sensazione singolare. Così come è singolare il mutamento dei costumi e dei ritmi qui a Milano. Sono stato pochi giorni a Firenze per Natale e lo "stacco" mi fa apprezzare ancora di più la velocità del cambiamento. In meglio o in peggio non lo so, ma certe cose stanno venendo fuori. Non so se sia merito o colpa di Monti e della sottostante, epocale, sistemica crisi.

Parlando di Monti, avevo dimenticato di avere ancora in casa ancora qualche lira. Niente di preoccupante, non parliamo di milioni e neanche di mezzi milioni, ma insomma, quanto basta per andare a cena fuori in compagnia. Ho avuto dieci anni meno due mesi per cambiarli, e la prescrizione anticipata non mi fa per niente piacere, perché mi toglie la capacità di esercitare un diritto (cambiare soldi non più in corso, ma che la legge prevedeva si potessero cambiare) senza alcun preavviso. Convertibilità lira- decreto salva Italia- Monti. Lo stile è pessimo, ma forse lo dico solo perché sono punto sul portafoglio. Credo abbia, nel suo piccolo, lo stesso sapore che provano coloro ai quali la pensione viene allontanata di un anno (o repentinamente avvicinata, nel caso dei professori universitari). È la solita storia dell'interesse del singolo e del bene della collettività.

Pareto diceva che per dire che stiamo meglio dobbiamo effettivamente stare tutti meglio, e non alcuni molto meglio e molti un po' peggio. Adesso questo criterio, in tempi di sacrifici, ha senso se viene ribaltato. Mi piacerebbe che sacrifici ci fossero per tutti, secondo le possibilità e disponibilità di ciascuno, con serietà e senza bisogno di stracciarsi le vesti o rovinare alcuni (sempre i soliti) a scapito di altri (anche questi, sempre i soliti). 

Vorrei questo perché vorrei anche che si potesse poi godere tutti, secondo le proprie capacità, dei tempi migliori per i quali stiamo lavorando, quando arriveranno. Altrimenti non cambiamo niente, ma semplicemente allontaniamo nel tempo (ma di quanto?) l'inevitabile, mantenendo il divario tra furbi e fessi, ladri e onesti, corrotti e puliti.