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iCloud Drive di Apple

Un tempo Steve Jobs aveva detto piuttosto chiaramente che il cloud era qualcosa di più che non “one hard drive in the sky”. Il riferimento, neanche tanto velato, era a DropBox, l’azienda che fa funzioni di cloud per la sincronizzazione di documenti tra computer diversi in maniera totalmente trasparente. Quel che non si sapeva, all’epoca, era che Apple aveva cercato di comprare per una cifra consistente proprio DropBox ma che questi avevano detto di no (dal loro punto di vista decisamente a ragione, almeno per adesso) mentre la cosa che si sapeva era che i servizi cloud di Apple non erano un granché.

Beh, a dire la verità, non è proprio così. Cioè, che i servizi cloud di Apple non siano un granché. Nel senso che la sincronizzazione è una cosa complessa, e farla bene, in maniera trasparente e veloce per tipologie diverse di dati su tanti tipi di apparecchi differenti, è complicato. Apple lo fa e i servizi di sincronizzazione sono così profondamente inseriti dentro le varie app (dai contatti ai calendari fino ai documenti dei differenti applicativi) che non ci si fa quasi più caso. Non è chiaro quando e con quale velocità le sincronizzazioni avvengano, tutti più o meno ci siamo trovati ad avere una bordata di contatti raddoppiati o di note triplicate, ma in generale le cose non vanno male. Anzi, è uno di quei casi in cui le buone notizie non sono notizie, il servizio si nota solo se non funziona come vorremmo.

Adesso con iOS 8 e OS X Yosemite arriva iCloud Drive. E suo compagno è l’idea che finisca l’epoca dei silos tra le app di iOS. I dati di GoodReader, ad esempio, potranno essere letti da Keynote senza doverli trasferire (e quindi duplicare) da una applicazione all’altra. Questo varrà sia per i dati che sono contenuti nella nuvola di Apple che, auspicabilmente, per quelli registrati su iPhone e iPad (su Mac ovviamente è già così, visto che il file system è esposto a tutte le applicazioni). E si tratta di un’ottima novità, secondo me. Adesso bisognerà vedere come funziona il drive nelle nuvole di Apple e soprattutto bisognerà anche mettere ordine tra i nostri dati. Perché la migrazione non sarà una cosa di poco momento e il rischio è quello di farsi travolgere e venire schiacciati dalla confusione di dati che prima erano separati app per app e che adesso diventeranno tutto un mischione nel cloud. Senza contare che i 5 GB gratuiti di storage (in comune con la parte di backup degli apparecchi iOS?) faranno molto presto a finire…